I bancali hanno gli occhi

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Dal repertorio invernale…

Eccoli sparati sull’obiettivo con uno sguardo a chiare lettere d’indagine curiosa sul tuo da farsi. È un’amantide religiosa che attratta dal calore si prende cinque minuti sul tessuto non tessuto rovesciato. Preziosi istanti della liberazione dal primo freddo di novembre con quelle giornate di sole concesse prima del colmo della stagione. Utile e indice di salute generale del giardino, questo insetto ha sempre ricevuto la dovuta ospitalità e goduto della politica di ortoedintorni di apertura e incentivo all’insediamento.

Cacciatrice e fin troppo perchè si fa fuori anche una certa quantità di preziosi coleotteri ma sulle larve agisce con licenza totale.

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A.V.

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libellule e altre nuance

 

Ebbene sì, è arrivata silenziosa a svolazzare così appoggiandosi ai tondini sui bancali

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Speriamo resti per un po’…anche solo per ammirare la bellezza e leggerezza del suo volo. Dovrebbe essere una forte predatrice di larve di zanzara, e altri insetti che si aggirano per l’orto.

Vediamo poi come va il resto: come mi insegna questo tipo di agricoltura la maggior parte delle volte fra il fare ed il non fare, è più saggio optare per questa seconda opzione, soprattutto per quanto riguarda le piante coltivate che possono essere lasciate a crescere liberamente tra i bancali. Ma mi pare di capire che esistano delle eccezioni: in pratica bisogna stare attenti a considerare i polloni di lamponi come graziosi piantine innocue… DSC_1796.jpg

Alla fine di quest’anno dovrò decidere se creare una lamponaia in una piccola parte dell’orto, o, forse inutilmente, provare a sradicare parte delle piante, magari per regalarle ad amici (che poi mi malediranno perché invaderà anche i loro orti/giardini). Il tutto è partito da 2 piante messe a dimora a primavera 2014.

Proseguiamo poi con una varietà particolare di pomodori (kakao o kacao, non ricordo), una piantina che mi ha incuriosito in vivaio, sicuramente un ibrido f1, non una varietà antica.DSC_1799-1.jpgMi piace molto il colore dei frutti, che sembrano fino a quando sono immaturi dei ribes neri. Una nota negativa relativa ai pomodori, invece, è l’avvento della peronospera, forse non gli ho dato il macerato di equiseto in tempo quest’anno, considerando anche il clima che in giugno è stato ideale al propagarsi del fungo.

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pomodoro kakao al centro di una cicoria, con un adorabile sfumatura a fiore

 

Per finire vi offriamo una veduta di un bancale sinergico con una consociazione tra cicoria porro ed insalata piuttosto riuscita (melanzana ed insalata in fiore sullo sfondo).

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GV (foto RL)

uno buono uno cattivo

L’altro giorno giravo per l’orto quando un amico mi fa: “Ma cosa sono questi animaletti neri sul pomodoro?” Vado e vedere e …orrore! Le neanidi delle cimici verdi…Arghh…mi sono affrettato, molto poco sinergicamente, ad uccidere tutte quelle che vedevo. Sono infatti spaventato che anche quest’anno si trasformi in un’invasione come lo scorso…anche perché dopo un inverno mite i parassiti finora incontrati (afidi, limacce) sembrano essere presenti in numero anche maggiore.

Ecco un link sulla Nezara Viridula, la temibile cimice dei pomodori, con foto dei vari stadi della puzzolente bestiaccia:

http://www.agraria.org/entomologia-agraria/cimice-verde.htm

Mentre stavo pulendo un altro pomodoro poi ho sentito un pizzicore sul braccio. Ho guardato e, dopo essere trasalito – mi succede sempre così quando vedo che il pizzicore è dovuto ad un insetto e non ad una foglia – ed ecco una mantide religiosa. La conservazione delle ooteche allora ha funzionato. Siamo contenti di essere riusciti a preservare la presenza di quest’insetto nell’orto, che sicuramente ci aiuterà (e non poco) nella guerra alle cimici.

G. V.

afidi, afidi, afidi

Mai come quest’anno, le piccole bestioline nere sono state aggressive. Prima si sono posizionate su alcune piante, volutamente lasciate andare in fiore (radicchi selvatici, bieta), per poi passare a quelle che stiamo coltivando per consumo (fave, bieta non andata in fiore). In passato gli afidi non erano mai stati un problema, tanto è vero che non avevamo fatto mai niente per contenerli. Le coccinelle – gli insetti più attivi nella guerra agli afidi – erano presenti in alto numero. Quest’anno ho subito notato che gli afidi erano in numero maggiore degli altri anni. Le coccinelle sono arrivate, ma non in numero tale da contenerli. Non abbiamo ancora fatto nulla neanche quest’anno ma, se le cose non miglioreranno, useremo il macerato di ortica fresco (di 12 o 24 ore) spruzzato puro sulle piante, sperando di diminuire almeno un poco l’infestazione.

Dacci dentro, forza

Coccinella che si nutre di afidi su una pianta di fave

Successi e insuccessi

Abbiamo quasi terminato con le raccolte invernali…rimangono alcuni sparuti radicchi. E’ tempo di un bilancio della scorsa annata agraria (non eccelsa), per sottolineare cosa sia venuto bene e cosa no:

cipolle e scalogni: cominciamo da un insuccesso 2013. Nel nostro orto sono venute male, hanno subito un attacco di mosca del porro e, successivamente, limacce e lumache hanno fatto festa con gli indeboliti bulbi. Nel 2012 erano state un successone, lo scorso anno un assoluto insuccesso;

agli: grande risultato, poco sforzo, l’importante è piantarli in autunno. Un antico detto dice: “Chi vuole un bell’agliaio lo pianta in gennaio, ma chi se ne intende lo mette in novembre.” Infatti nel 2012 avevamo piantato i bulbi in marzo e gli agli sono rimasti piccoli. Per l’anno successivo li abbiamo piantati quasi tutti entro dicembre; risultato: bei bulbi la maggior parte dei quali molto grossi;

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pomodori: non male la produzione nonostante la grandine, che mi ha costretto a fare in giugno 6 barattoli di pomodori verdi sott’olio. Un parassita che è stato molto aggressivo sui pomodori è stata la cimice. Abbiamo anche avuto qualche verme, non so di che famiglia, che si cibava dei frutti;

melanzane: produzione scarsa sia nel 2012 che nel 2013, anche se la qualità è stata buona. Forse è una verdura poco adatta a tecniche di coltivazione sinergica;

patate: queste coltivate all’esterno dell’orto sinergico hanno avuto una produzione più abbondante del 2012. Abbiamo anche cambiato varietà. Nell’ultima annata abbiamo coltivato le “red duke of york”, quindi una patata a buccia rossa e pasta gialla. In precedenza avevamo messo patate gialle. Non abbiamo subito attacchi di dorifora né altri parassiti particolari;

radicchi rossi: rispetto all’annata precedente, i radicchi rossi sono venuti male, pochi e poco sviluppati. Forse si salva il tardivo trevigiano;

radicchi variegati: inaspettatamente, visto lo scarso risultato ottenuto con i rossi, i variegati hanno prodotto bene. Abbiamo attuato una tecnica tipica dell’orto sinergico, che consiste nel tagliare i radicchi e le insalate sopra il colletto in modo che forniscano più raccolti. Siamo arrivati a tagliare alcuni cespi anche quattro volte;

scarole: abbiamo messo la scarola liscia, non quella riccia e i risultati sono stati molto apprezzabili. Sembra che questa pianta sia poco colpita dai parassiti, anche se le lumache si rifugiano molto volentieri fra le sue foglie durante il giorno;

porri: visto l’attacco subito dalla mosca l’anno scorso quest’anno abbiamo deciso di non coltivarli;

biete da taglio (o erbette): questa pianta non l’abbiamo piantata nel 2013, ma ne è sopravvissuta una pianta dal 2012, che ha continuato a produrre ottimamente (devo dire che questa, coltivata secondo i dettami dell’agricoltura sinergica, viene proprio bene);

zucchine: buon raccolto, ma non esplosivo come quello del 2012;

fagioli: ecco una pianta che è andata molto meglio nel 2013 rispetto all’annata precedente; abbiamo provato diverse varietà (i borlotti nani e rampicanti, gli stregoneta rampicanti, simili ai borlotti e gli scarlett emperor, una cultivar di runner bean acquistata in Inghilterra, che non ha prodotto granché, ma ha fatto bellissimi fiori rossi). Probabilmente nel 2012 avevano influito negativamente il caldo e la siccità;

cavoli e cavolfiori: anche per questi il tempo e i parassiti non hanno aiutato. L’anno appena trascorso avrò trapiantato una trentina di piante di cavolo almeno ma, prima le cimici, poi le lumache, hanno colpito le giovani piante. Una vera strage, tanto è vero che siamo riusciti a raccogliere solo una dozzina di piante, alcune delle quali hanno prodotto cavoli minuscoli. Nel 2012 invece avevamo fatto anche cavolfiori da chilo. L’anno prossimo proverò a trapiantarli prima;

L’annata come ho annunciato all’inizio del post non è stata brillante: un sacco di pioggia, grandine violenta. Il 2012 all’opposto era stato caratterizzato dalla siccità e dal caldo. Proprio per questo nel 2012 avevamo abbondato con i macerati, mentre nel 2013, quando il terreno era spesso bagnato, non siamo riusciti a distribuirli con la stessa costanza. Inoltre, nel 2012, quando abbiamo effettuato le prime semine e trapianti il terreno era ancora abbastanza accogliente, ora si è compattato molto. Nell’annata agraria appena cominciata metteremo più verdure da radice, che lavoreranno il terreno un po’ al posto nostro.

A presto nuove foto dall’orto.

G. V.

Si avvicinano i giorni della merla

Dopo una finta primavera e una finta estate, guardo le previsioni di questi giorni che mettono neve in pianura padana ma non a Contrapò (vorrà dire che sarà, come è stato sinora, anche un finto inverno…per la gioia della limaccia, che in letargo non va…). In ogni caso abbiamo voluto fornire ai nostri amici volatili una cosa molto utile per loro quando fa molto freddo: le palle di cibo.

Queste misteriose altro non sarebbero che palle di grasso (che potrebbe essere burro o strutto o margarina) e semi o altre cose appetitose per gli uccelli. Questo è il periodo giusto per posizionarle perché è previsto freddo e col freddo e, in particolare, con la neve, gli uccelli non riescono a trovare fonti di nutrimento in natura. Un vantaggio di utilizzare le palle è che si possono attirare in questa maniera uccelli che poi diverranno abitudinari nell’orto o addirittura stanziali se gli offriamo un nido e ci daranno una mano a cacciare gli insetti. In realtà anche altro cibo andrebbe bene; c’è chi mette solo fuori un piatto di semi di girasole o delle arachidi (non sbucciate). Vi incito a posizionare fuori per chi abitasse in zone dove è prevista neve qualche cibaria: mi raccomando fate trovare ai nostri amici uccelli cibo non salato, non lo gradiscono. Anche se mettete qualcosa su un balcone gli uccelli gradiranno…Quindi perché non dare una mano a questi simpatici e indifesi animali?

Ecco il link ad un sito tedesco che spiega, in italiano, come fare le palle per uccelli o altri tipi di cibarie:

http://www.komitee.de/it/uccelli-giardino/mangiatoie-uccelli/che-cibo-gli-uccelli

Insetti benefici…

Come si capisce dalle foto precedenti, in una gestione naturale dell’orto è presente una larga varietà di insetti: limacce (in largo numero), lumache, cavallette e una serie di altri insetti nocivi, più caratteristici di altre stagioni. Il “risultato” di questa ricca popolazione si vede notando i danni sui vegetali. Tuttavia, nella nostra realtà di ortolani naturali dilettanti, la ricchezza di vita ha attirato alcuni importanti insetti benefici che, nei vari periodi, viene ad aiutarci a tenere sotto controllo la popolazione di quelli dannosi. Ora vi volevamo parlare in particolare di due recenti scoperte che abbiamo fatto.

Stafilino e Ooteche

Grazie alla messa a punto di alcuni bancali, non sinergici, la cui costruzione ha richiesto un apporto sostanziale di legna marcescente e foglie secche, prelevate da un boschetto vicino a casa, si è presentato nel nostro orto lo stafilino (Ocypus Olens). Purtroppo non c’è riuscito di fotografarlo, va in giro di notte e, appena vede una luce, scappa. Ecco un immagine dal web:

Immagine

                                         (immagine tratta da  it.wikipedia.org/wiki/Ocypus_olens )

Bruttino, eh? Il suo habitat tipico è quello della legna e delle foglie in stato di decomposizione, quindi l’abbiamo probabilmente introdotto, senza volere, dal boschetto vicino. L’ho visto un paio di volte di notte in punti dell’orto dove ci sono diverse limacce (come dalle fragole ad esempio). Dopo che era passato lui non se ne vedevano più.  E’ un predatore eccezionale, l’unico problema è che non è selettivo in quello che mangia: praticamente si ciba di tutto ciò che si muove. Dunque preda moltissimi insetti nocivi per l’orto (come lumache o maggiolini) ma anche altri insetti come le coccinelle che invece sono molto utili (e belle). Comunque lo vediamo più nel novero degli insetti benefici piuttosto che malefici, perché contribuisce insieme ad altri a mantenere il numero di insetti presenti sotto un livello accettabile. Attualmente poi ci aiuta a contenere il danno provocato da lumache e limacce che sono proprio una spina nel fianco dell’orticoltore, specie in ambienti umidi come il nostro. Infatti si è guadagnato fama di castigatore di lumache, tanto da essere considerato un parassita delle stesse in elicicoltura (attività in cui, non mi è difficile dirlo, riscontreremo discreto successo).

Inoltre l’altro ieri mentre pulivamo lo spazio degli asparagi, ci siamo imbattuti in un paio di ooteche di uova deposte dalla mantide religiosa su una pianta infestante…le abbiamo fotografate e spostate su una pianta di lauro, appoggiando solo i rami a quelli del lauro.  A metà settembre, effettivamente, avevamo trovato vicino alla porta di casa una mantide che sembrava incinta. Pensando che lì qualcuno potesse schiacciarla, l’abbiamo presa e messa su un bancale, vicino a dove ho trovato le ooteche. Se tutto va bene, dunque, l’anno prossimo riusciremo ad aumentare il numero di mantidi, che ci aiuteranno a tenere il numero di insetti sotto una certa soglia: come lo stafilino, infatti, si cibano di altri insetti. Le mantidi le abbiamo viste solamente quest’anno, il secondo di gestione dell’orto, forse perché abbiamo piantato i lamponi, che pare le attirino.

G. V.