passa passa il tempo…

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Panoramica del sinergico ad inizio inverno

 

 

..e il blog diviene quasi un blog abbandonato. Non temete lettori è stata una pausa momentanea ma non siamo rimasti con le mani in mano. I lavori orticoli sono proseguiti secondo i ritmi naturali della natura. D’inverno ci si riposa, per lo più, godendo di frutti prodotti in altre stagioni e si scommette un po’ su cosa sopravviverà o meno. Ecco vediamo come è andata

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Le fave non ce l’hanno fatta, per la maggior parte. Hanno resistito quelle coperte con tessuto non tessuto. Le altre sono morte tutte e siamo ricorsi ad una semina fra fine febbraio e inizio marzo. Al momento il sinergico è un po’ carente di leguminose, accidenti.

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Il cavolo di creazzo e la cicoria, invece si sono dimostrate fra le varietà più affidabili continuando a produrre nonostante il freddo, regalandoci ottimo materiale per risotti e vellutate.

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Nonostante i bruchi piuttosto aggressivi ad inizio stagione!

Porri molto belli, e radicchi un po’ magretti ripetto ad altre stagioni…

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Infine il cavolo riccio ci è piaciuto molto, (lo vedete nella foto qui sotto, scattata ad inizio inverno in mezzo ad altri cavoli) nelle insalate con le noci. La pianta per altro ha già più di un anno, siamo riusciti a conservarla tagliandole tutti i fiori e potandola drasticamente…

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Vedremo ora la stagione primaverile estiva.

A presto,

GV (foto RL)

libellule e altre nuance

 

Ebbene sì, è arrivata silenziosa a svolazzare così appoggiandosi ai tondini sui bancali

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Speriamo resti per un po’…anche solo per ammirare la bellezza e leggerezza del suo volo. Dovrebbe essere una forte predatrice di larve di zanzara, e altri insetti che si aggirano per l’orto.

Vediamo poi come va il resto: come mi insegna questo tipo di agricoltura la maggior parte delle volte fra il fare ed il non fare, è più saggio optare per questa seconda opzione, soprattutto per quanto riguarda le piante coltivate che possono essere lasciate a crescere liberamente tra i bancali. Ma mi pare di capire che esistano delle eccezioni: in pratica bisogna stare attenti a considerare i polloni di lamponi come graziosi piantine innocue… DSC_1796.jpg

Alla fine di quest’anno dovrò decidere se creare una lamponaia in una piccola parte dell’orto, o, forse inutilmente, provare a sradicare parte delle piante, magari per regalarle ad amici (che poi mi malediranno perché invaderà anche i loro orti/giardini). Il tutto è partito da 2 piante messe a dimora a primavera 2014.

Proseguiamo poi con una varietà particolare di pomodori (kakao o kacao, non ricordo), una piantina che mi ha incuriosito in vivaio, sicuramente un ibrido f1, non una varietà antica.DSC_1799-1.jpgMi piace molto il colore dei frutti, che sembrano fino a quando sono immaturi dei ribes neri. Una nota negativa relativa ai pomodori, invece, è l’avvento della peronospera, forse non gli ho dato il macerato di equiseto in tempo quest’anno, considerando anche il clima che in giugno è stato ideale al propagarsi del fungo.

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pomodoro kakao al centro di una cicoria, con un adorabile sfumatura a fiore

 

Per finire vi offriamo una veduta di un bancale sinergico con una consociazione tra cicoria porro ed insalata piuttosto riuscita (melanzana ed insalata in fiore sullo sfondo).

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GV (foto RL)

“Ottobre piovoso, campo prosperoso”

Oramai i proverbi stanno diventando un abitudine! In realtà il titolo è solo un pretesto per presentare un pochino (fuori tempo massimo, devo ammetterlo) alcune immagini su cosa succedeva nel nostro orto in ottobre. Infatti il mese non è stato particolarmente piovoso. Per la prosperità invece non possiamo proprio lamentarci, visto che ancora sopravvivono in campo diverse piante di zucchine (prudentemente coperte con tessuto non tessuto) e due pomodori, nonostante in una notte, proprio dello scorso mese, le temperature siano arrivate a 3°.

Per cominciare ecco che intorno a metà mese è stato avvistato un simpatico bruchetto, sembrerebbe il macaone, particolarmente affezionato ai finocchi lasciati andare in fiore…DSC_0557

Eccolo forse il macaone

Eccolo il presunto macaone

La cosmos che ci regala una delle ultime fioriture che durerà fino al gelo..

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La cosmos e la sua magnifica fioritura

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Ed ecco che un alleato viene a visitarne un fiore…

…il lampone procede nella fruttificazione prostrato a terra, a causa della mia pigrizia nel non legarlo

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…ed ecco l’alieno (così disegnato vista la somiglianza ad una navicella spaziale)…

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…il cavolo rapa, buonissimo mangiato ieri quello della foto in un’insalata con radicchio noci gorgonzola…

 

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…non è che tutto sia venuto bene però: ora i fallimenti, fragole belle sì, però…

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…bella anche la zucca, ma l’unica prodotta da questa pianta è rimasta grande come una pallina da tennis
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GV (foto RL*)

*Dopo avermi mentito, per settimane, su delle semine a cui tenevo moltissimo (effettuate poi solo dopo un semi litigio fuori tempo massimo intorno al 20 ottobre) RL, fotografa semiofficiale del blog ortoedintorni, si è sentita molto in colpa. Ecco spiegata l’insolita abbondanza di foto in un solo post.

La vendetta delle zucchine

Te ne vai un paio di settimane in ferie ed ecco cosa ti attende al ritorno:

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il risultato dell’aver lasciato in gestione l’orto a gente che non mangia zucchine!

P.S. la mancata produzione nei periodi precedenti era forse dovuta al caldo afoso che non permetteva agli insetti pronubi di agire indisturbati e impollinare le piante

GV (foto GG)

ma il caldo andrà via?

In questa calura è veramente dura. Il terreno chiama acqua, pare di stare in Africa. L’orto tutto sommato procede, abbondano le cimici, le limacce (finalmente) scomparse. Del clima godono parecchio le melanzane. In particolare una pianta innestata, che sarà un mese che ci rifornisce di 3 o 4 belle melanzane grandi e scure a settimana.

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Succose come queste

Come si vede alla base delle foto non solo le melanzane sono in piena forma. Anche il convolvolo (spontanea piuttosto fastidiosa) non si lascia certo intimorire. L’orto resiste abbastanza alle caldane, ma i parassiti prolificano a più non posso: le cimici, in particolare, sono veramente una spina nel fianco di questa stagione. Mi hanno gravemente danneggiato le zucchine punzecchiandole prima che maturassero, risultato: non colgo zucchine da un paio di settimane, nonostante la bellezza di 6 piante nell’orto (quanto spazio sprecato).

Delle zucche invece non ci si può lamentare: le piante le ho messe un po’ tardi, e in posti non proprio adatti. Eppure i frutti stanno venendo fuori, anche se in numero inferiore rispetto allo scorso anno: speriamo vengano buone.

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Fiore di zucca

Ed infine gli agli, da poco raccolti, non sono stato mai così belli e grossi . Unico neo: il caldo ne ha “cotti” alcuni mentre li lasciavo ad asciugare in campo.

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Fiore d’aglio

Stranamente con questo clima così caldo i bancali sinergici sembrano reagire meglio dei sepp holzer ai trapianti, che abbiamo cominciato in attesa della stagione invernale.

GV (foto RL)

Oggi fave, domani fame

Spero che questo antico proverbio toscano non rappresenti la nostra situazione futura…

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Certo che quest’anno le fave non mancano proprio: seminate in ottobre hanno iniziato a produrre un abbondante fioritura a partire da marzo, e ora saranno 2-3 settimane che si raccolgono in continuazione. La loro coltivazione è particolarmente raccomandabile nei bancali sinergici, perché sono leguminose e apportano non poco nutrimento nel terreno attraverso la fissazione dell’azoto atmosferico tramite i tubercoli radicali. Le abbiamo consociate principalmente con cavoli nel periodo invernale. Ora accompagnano giovani piante di zucchine e pomodori.

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Fave consociate con cavolo lasciato andare in fiore

Consiglio vivamente di seminare delle fave in autunno, a partire dalla fine di ottobre-inizio di novembre, e cercare di pacciamarle con moltissima paglia durante la stagione invernale. Anche se in primavera sembreranno mezze morte si riprenderanno o rinasceranno dal punto di decesso. Le piante che abbiamo seminato in febbraio non hanno reso così tanto e hanno sofferto particolarmente il caldo delle scorse settimane. Sono piante incredibili, molto forti: nonostante il numero di lumache e limacce che si cibano di foglie e frutti continuano a produrre in maniera massiva (2-3 chili di bacelli la settimana).

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Baccello di fave e, sulla destra, una delle principali predatrici.

Ed ora la cattiva notizia: mantenere i legumi in campo durante l’inverno contribuisce a fare sì che le cimici facciano una comparsa precoce già in primavera (infatti ho trovato le prime minuscole neaniadi già su alcuni bacelli, purtroppo).

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Fava con mano sporca

GV (foto RL)

ortoedintorni presenta ortaggi e varietà insolite – parte seconda – Purple Sprouting Broccoli

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In un viaggio a Londra, nel 2013, mi ero incuriosito di questi semi in un supermercato, tanto che ho deciso di comperarne una bustina. Seminati in giugno sono stati messi successivamente a dimora in consociazione con le altre piante.

Un problema nel nostro orto tanto “disordinato” è stato riconoscerli tra le diverse varietà. Infatti questi ultimi sono stati trapiantati insieme ad altre piante di cavoli; naturalmente non ci siamo preoccupati di distinguerli con targhette o di trapiantarli tutti nella stessa zona.

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Ecco qui un cavolo che sospettavamo essere un pourple sprouting, si è rivelato un romanesco.

Così lo scorso inverno abbiamo scommesso, rigorosamente perdendo, su quali fossero i purple sprouting. Per aspettare infatti la produzione di questa varietà abbiamo dovuto aspettare marzo quando sono iniziati a spuntare, prima timidamente, poi con più forza.

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Purple sprouting in piena produzione

Inizialmente fanno solo qualche cima ma ripagano con una produzione a scalare. La cosa più bella, a mio parere sono il colore dei broccoli così insolito e particolare.  Le piante diventano piuttosto grandi, si potrebbe pensare anche di legarle a un supporto contro il vento, anche se noi le abbiamo lasciate crescere liberamente. Una nota positiva è che sembrano interessare lumache meno degli altri cavoli.

Sin dall’inizio della produzione vanno raccolti i broccoli con una certa continuità; la pianta continuerà a produrre. La raccolta occupa un po’ di tempo perché, man mano che si procede con la stagione, la pianta fa più broccoli ma anche più piccoli.

Rispetto ai broccoli nostrani ha un sapore particolare, con un tocco di mandorla. Si possono cucinare sostituendoli ai broccoli normali, senza eccedere nella quantità di acqua usata per bollirli (io ne ho bollito mezzo chilo in mezzo litro), in modo da non sciupare il sapore.

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A sinistra ecco un’altra pianta, molto più piccola della precedente,                                                     consociata con delle fave

Un suggerimento, nel caso vi volesse avventurare nella coltivazione di questi broccoli, è quello di piantare diverse piante, in modo da avere una produzione sempre sufficiente a cucinarli senza dover aggiungere altre verdure. Con questa pianta si riesce a mangiare dall’orto anche in marzo aprile, quando, almeno da noi, ci sono pochissimi ortaggi (praticamente nulla, a parte l’onnipresente bieta).

GV (foto AV)