I bancali hanno gli occhi

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Dal repertorio invernale…

Eccoli sparati sull’obiettivo con uno sguardo a chiare lettere d’indagine curiosa sul tuo da farsi. È un’amantide religiosa che attratta dal calore si prende cinque minuti sul tessuto non tessuto rovesciato. Preziosi istanti della liberazione dal primo freddo di novembre con quelle giornate di sole concesse prima del colmo della stagione. Utile e indice di salute generale del giardino, questo insetto ha sempre ricevuto la dovuta ospitalità e goduto della politica di ortoedintorni di apertura e incentivo all’insediamento.

Cacciatrice e fin troppo perchè si fa fuori anche una certa quantità di preziosi coleotteri ma sulle larve agisce con licenza totale.

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A.V.

uno buono uno cattivo

L’altro giorno giravo per l’orto quando un amico mi fa: “Ma cosa sono questi animaletti neri sul pomodoro?” Vado e vedere e …orrore! Le neanidi delle cimici verdi…Arghh…mi sono affrettato, molto poco sinergicamente, ad uccidere tutte quelle che vedevo. Sono infatti spaventato che anche quest’anno si trasformi in un’invasione come lo scorso…anche perché dopo un inverno mite i parassiti finora incontrati (afidi, limacce) sembrano essere presenti in numero anche maggiore.

Ecco un link sulla Nezara Viridula, la temibile cimice dei pomodori, con foto dei vari stadi della puzzolente bestiaccia:

http://www.agraria.org/entomologia-agraria/cimice-verde.htm

Mentre stavo pulendo un altro pomodoro poi ho sentito un pizzicore sul braccio. Ho guardato e, dopo essere trasalito – mi succede sempre così quando vedo che il pizzicore è dovuto ad un insetto e non ad una foglia – ed ecco una mantide religiosa. La conservazione delle ooteche allora ha funzionato. Siamo contenti di essere riusciti a preservare la presenza di quest’insetto nell’orto, che sicuramente ci aiuterà (e non poco) nella guerra alle cimici.

G. V.

La lotta silente delle coccinelle

Per nostra fortuna sono sempre più numerose  le coccinelle dell’orto. Affluiscono costantemente e divorano i nostri nemici, o almeno provano a farlo. soprattutto attaccano gli afidi che hanno colonizzato alcune piante di bieta e alcuni radicchi lasciati andare in fiore… e le coccinelle ringraziano posizionando il proprio quartier generale proprio in uno di questi radicchi. Le coccinelle arrivate hanno iniziato a deporre uova e mangiare afidi a più non posso. La trappola naturale nata dalla natura pare funzionare alla grande.

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Confidando nel Solleone…

Cari amici di Ortoedintorni,
il solleone è arrivato e con lui il massimo splendore del nostro orto. Incantevoli infiorescenze pullulano ogni dove. E’ fiorita la Coreopsis, la regina dell’orto, le graziose Calendule gialle e arancioni fanno a gomitate con i delicati fiori della Rucola selvatica. Le patate hanno fatto i loro fiori così come le Fave e il Pisello odoroso. Più fiori ci sono meglio è…e allora ecco che abbiamo deciso di lasciare andare in fiore alcune insalate, una per specie. Il caldo spinge le fioriture e queste attraggono i nostri insetti amici: coccinelle, forbici, formiche d’ogni sorta, api, insetti simili alle api ma più piccoli e senza pungiglione, libellule e tanti altri… Purtroppo il solleone di questi ultimi giorni avrebbe anche dovuto, in teoria, limitare l’attività dei nostri insetti nemici: lumache, limacce, chioccioline e tutte le altre varianti di “leccasapone” che tanto avversiamo…e che tanto sfamiamo. Invece no. Danni ingenti ai fiori, strage di alcune varietà di insalate, annientamento totale di altre. Quest’anno probabilmente il raccolto di patate andrà a quel paese, almeno a vedere le condizioni della pianta in superficie e solo immaginando il disastro che può celarsi al di sotto del suolo. Colpito e affondato anche il primo melone che si è affacciato alla vita qualche giorno fa. Stesso trattamento con le fave, con la spiacevole sorpresa una volta sgranate di trovare una limaccia ogni quattro frutti.
Le trappole che abbiamo installato, piccole casette di plastica,funzionano a dovere e una volta riempite di birra attirano le bestiole che ci vanno a morire dentro.
Le battute di ” caccia alla limaccia ” impegnano ormai quasi tutta la nostra attività orticola. La mattanza si svolge di notte o al mattino presto quando si riversano ad ondate fameliche pronte a divorare tutto. Il sole e il gran caldo avrebbero dovuto allontanarle o se non altro calmarle un po’ invece insieme alla pulizia dalle erbacce e ovviamente all’acqua da dare in quantità smodata ci consegnano la prospettiva di una estate di duro e assolato lavoro campestre.
A.V.

afidi, afidi, afidi

Mai come quest’anno, le piccole bestioline nere sono state aggressive. Prima si sono posizionate su alcune piante, volutamente lasciate andare in fiore (radicchi selvatici, bieta), per poi passare a quelle che stiamo coltivando per consumo (fave, bieta non andata in fiore). In passato gli afidi non erano mai stati un problema, tanto è vero che non avevamo fatto mai niente per contenerli. Le coccinelle – gli insetti più attivi nella guerra agli afidi – erano presenti in alto numero. Quest’anno ho subito notato che gli afidi erano in numero maggiore degli altri anni. Le coccinelle sono arrivate, ma non in numero tale da contenerli. Non abbiamo ancora fatto nulla neanche quest’anno ma, se le cose non miglioreranno, useremo il macerato di ortica fresco (di 12 o 24 ore) spruzzato puro sulle piante, sperando di diminuire almeno un poco l’infestazione.

Dacci dentro, forza

Coccinella che si nutre di afidi su una pianta di fave

Si avvicinano i giorni della merla

Dopo una finta primavera e una finta estate, guardo le previsioni di questi giorni che mettono neve in pianura padana ma non a Contrapò (vorrà dire che sarà, come è stato sinora, anche un finto inverno…per la gioia della limaccia, che in letargo non va…). In ogni caso abbiamo voluto fornire ai nostri amici volatili una cosa molto utile per loro quando fa molto freddo: le palle di cibo.

Queste misteriose altro non sarebbero che palle di grasso (che potrebbe essere burro o strutto o margarina) e semi o altre cose appetitose per gli uccelli. Questo è il periodo giusto per posizionarle perché è previsto freddo e col freddo e, in particolare, con la neve, gli uccelli non riescono a trovare fonti di nutrimento in natura. Un vantaggio di utilizzare le palle è che si possono attirare in questa maniera uccelli che poi diverranno abitudinari nell’orto o addirittura stanziali se gli offriamo un nido e ci daranno una mano a cacciare gli insetti. In realtà anche altro cibo andrebbe bene; c’è chi mette solo fuori un piatto di semi di girasole o delle arachidi (non sbucciate). Vi incito a posizionare fuori per chi abitasse in zone dove è prevista neve qualche cibaria: mi raccomando fate trovare ai nostri amici uccelli cibo non salato, non lo gradiscono. Anche se mettete qualcosa su un balcone gli uccelli gradiranno…Quindi perché non dare una mano a questi simpatici e indifesi animali?

Ecco il link ad un sito tedesco che spiega, in italiano, come fare le palle per uccelli o altri tipi di cibarie:

http://www.komitee.de/it/uccelli-giardino/mangiatoie-uccelli/che-cibo-gli-uccelli

Insetti benefici…

Come si capisce dalle foto precedenti, in una gestione naturale dell’orto è presente una larga varietà di insetti: limacce (in largo numero), lumache, cavallette e una serie di altri insetti nocivi, più caratteristici di altre stagioni. Il “risultato” di questa ricca popolazione si vede notando i danni sui vegetali. Tuttavia, nella nostra realtà di ortolani naturali dilettanti, la ricchezza di vita ha attirato alcuni importanti insetti benefici che, nei vari periodi, viene ad aiutarci a tenere sotto controllo la popolazione di quelli dannosi. Ora vi volevamo parlare in particolare di due recenti scoperte che abbiamo fatto.

Stafilino e Ooteche

Grazie alla messa a punto di alcuni bancali, non sinergici, la cui costruzione ha richiesto un apporto sostanziale di legna marcescente e foglie secche, prelevate da un boschetto vicino a casa, si è presentato nel nostro orto lo stafilino (Ocypus Olens). Purtroppo non c’è riuscito di fotografarlo, va in giro di notte e, appena vede una luce, scappa. Ecco un immagine dal web:

Immagine

                                         (immagine tratta da  it.wikipedia.org/wiki/Ocypus_olens )

Bruttino, eh? Il suo habitat tipico è quello della legna e delle foglie in stato di decomposizione, quindi l’abbiamo probabilmente introdotto, senza volere, dal boschetto vicino. L’ho visto un paio di volte di notte in punti dell’orto dove ci sono diverse limacce (come dalle fragole ad esempio). Dopo che era passato lui non se ne vedevano più.  E’ un predatore eccezionale, l’unico problema è che non è selettivo in quello che mangia: praticamente si ciba di tutto ciò che si muove. Dunque preda moltissimi insetti nocivi per l’orto (come lumache o maggiolini) ma anche altri insetti come le coccinelle che invece sono molto utili (e belle). Comunque lo vediamo più nel novero degli insetti benefici piuttosto che malefici, perché contribuisce insieme ad altri a mantenere il numero di insetti presenti sotto un livello accettabile. Attualmente poi ci aiuta a contenere il danno provocato da lumache e limacce che sono proprio una spina nel fianco dell’orticoltore, specie in ambienti umidi come il nostro. Infatti si è guadagnato fama di castigatore di lumache, tanto da essere considerato un parassita delle stesse in elicicoltura (attività in cui, non mi è difficile dirlo, riscontreremo discreto successo).

Inoltre l’altro ieri mentre pulivamo lo spazio degli asparagi, ci siamo imbattuti in un paio di ooteche di uova deposte dalla mantide religiosa su una pianta infestante…le abbiamo fotografate e spostate su una pianta di lauro, appoggiando solo i rami a quelli del lauro.  A metà settembre, effettivamente, avevamo trovato vicino alla porta di casa una mantide che sembrava incinta. Pensando che lì qualcuno potesse schiacciarla, l’abbiamo presa e messa su un bancale, vicino a dove ho trovato le ooteche. Se tutto va bene, dunque, l’anno prossimo riusciremo ad aumentare il numero di mantidi, che ci aiuteranno a tenere il numero di insetti sotto una certa soglia: come lo stafilino, infatti, si cibano di altri insetti. Le mantidi le abbiamo viste solamente quest’anno, il secondo di gestione dell’orto, forse perché abbiamo piantato i lamponi, che pare le attirino.

G. V.