passa passa il tempo…

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Panoramica del sinergico ad inizio inverno

 

 

..e il blog diviene quasi un blog abbandonato. Non temete lettori è stata una pausa momentanea ma non siamo rimasti con le mani in mano. I lavori orticoli sono proseguiti secondo i ritmi naturali della natura. D’inverno ci si riposa, per lo più, godendo di frutti prodotti in altre stagioni e si scommette un po’ su cosa sopravviverà o meno. Ecco vediamo come è andata

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Le fave non ce l’hanno fatta, per la maggior parte. Hanno resistito quelle coperte con tessuto non tessuto. Le altre sono morte tutte e siamo ricorsi ad una semina fra fine febbraio e inizio marzo. Al momento il sinergico è un po’ carente di leguminose, accidenti.

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Il cavolo di creazzo e la cicoria, invece si sono dimostrate fra le varietà più affidabili continuando a produrre nonostante il freddo, regalandoci ottimo materiale per risotti e vellutate.

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Nonostante i bruchi piuttosto aggressivi ad inizio stagione!

Porri molto belli, e radicchi un po’ magretti ripetto ad altre stagioni…

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Infine il cavolo riccio ci è piaciuto molto, (lo vedete nella foto qui sotto, scattata ad inizio inverno in mezzo ad altri cavoli) nelle insalate con le noci. La pianta per altro ha già più di un anno, siamo riusciti a conservarla tagliandole tutti i fiori e potandola drasticamente…

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Vedremo ora la stagione primaverile estiva.

A presto,

GV (foto RL)

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Oggi fave, domani fame

Spero che questo antico proverbio toscano non rappresenti la nostra situazione futura…

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Certo che quest’anno le fave non mancano proprio: seminate in ottobre hanno iniziato a produrre un abbondante fioritura a partire da marzo, e ora saranno 2-3 settimane che si raccolgono in continuazione. La loro coltivazione è particolarmente raccomandabile nei bancali sinergici, perché sono leguminose e apportano non poco nutrimento nel terreno attraverso la fissazione dell’azoto atmosferico tramite i tubercoli radicali. Le abbiamo consociate principalmente con cavoli nel periodo invernale. Ora accompagnano giovani piante di zucchine e pomodori.

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Fave consociate con cavolo lasciato andare in fiore

Consiglio vivamente di seminare delle fave in autunno, a partire dalla fine di ottobre-inizio di novembre, e cercare di pacciamarle con moltissima paglia durante la stagione invernale. Anche se in primavera sembreranno mezze morte si riprenderanno o rinasceranno dal punto di decesso. Le piante che abbiamo seminato in febbraio non hanno reso così tanto e hanno sofferto particolarmente il caldo delle scorse settimane. Sono piante incredibili, molto forti: nonostante il numero di lumache e limacce che si cibano di foglie e frutti continuano a produrre in maniera massiva (2-3 chili di bacelli la settimana).

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Baccello di fave e, sulla destra, una delle principali predatrici.

Ed ora la cattiva notizia: mantenere i legumi in campo durante l’inverno contribuisce a fare sì che le cimici facciano una comparsa precoce già in primavera (infatti ho trovato le prime minuscole neaniadi già su alcuni bacelli, purtroppo).

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Fava con mano sporca

GV (foto RL)

I bancali Sepp Holzer

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Questo post lo vorrei dedicare ai bancali Sepp Holzer, dal nome del suo inventore. In realtà la nostra versione, come per il sinergico, è lievemente adattata alle condizioni ambientali che la pianura ci impone, oltre a qualche altra modifica. Il Sepp Holzer è così infine composto: primo strato di cartone senza scotch ( derivazione non industriale, non colorato, non internazionale o che possa aver trasportato alimenti per lunghe distanze e quindi imbevuto di anti ratto o porcherie simili…); poi uno strato di legni e tronchi vari, possibilmente già in stato di marcescenza, grossi o piccoli che siano;  foglie su foglie e terra. Ripetere un paio di volte. Le nostre creazioni terricole variano per dimensione e materiali, andando dall’orto lasagna, cioè strati di cartone e un pò di tutto il resto, tra legni e foglie,  poi sempre più integrale, sempre più Holzer, fino al caso estremo del “Muostro”, un bancale con quasi soli tronchi ( tra l’altro quello che ha riservato più sorprese positive ). I legni marcendo insieme alle foglie producono molta più umidità di altre condizioni e quindi è risultato più semplice per noi gestire anche il punto di vista dell’irrigazione che nel nostro caso non è neanche coperta dal sistema a goccia che invece irriga il sinergico.

Questa stagione ci sta dando ragione, i bancali Sepp sono fonte di soddisfazione continua. Oltre ai risultati importanti che siamo riusciti ad ottenere dal terzo anno di bancali sinergici ( quattro in tutto ), anche i Sepp Holzer ( sei ) non sono stati da meno. Dimostrando una certa resistenza all’invasione delle piante infestanti ( convovolo su tutti e quelle specie di cardi, non so il nome, comunque dolorosissimi…) ; ottenendo una produzione grossa di zucchine, di splendide enormi cipolle gialle e rosse, un aglio da competizione dietro l’altro, pomodori che promettono molto bene e zucche giganti.

Il bancale Sepp Holzer inoltre si difende bene anche dal punto di vista dei fiori, favorendo molto il tropeolo e il tagete, al contrario del sinergico. In questi bancali quest’anno la delusione è stata tanta per colpa soprattutto dei continui attacchi di limacce e compagnia danzante, fatto che comunque sembra avere coinvolto molto meno i Sepp Holzer.  Tranne quando ad esempio le radici incontrano il tronco vero e proprio, gli effetti su queste sembrano essere ottimi. come nel caso dei tuberi.  L’ossigenazione maggiore del terreno è garantita dai  varchi lasciati dalla terra che frana tra un legno e l’altro, che se paragonati alle condizioni che a volte si incontrano con la  malta padana, dura come cemento, ha rappresentato un vero sollievo e ci ha permesso di ottenere un buon prodotto finale, come nel caso della bietola, della carota, della rapa rossa.

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Con i Sepp Holzer i cavoli ci vanno a nozze, qui consociati perfettamente con la carota, il tropeolo, il mais e la cipolla. Ovviamente quando abbiam staccato il cavolo che occupava molto spazio,  il resto ha ci ha immensamente ringraziato prendendo vigore e producendo bene

 

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OLYMPUS DIGITAL CAMERA Riccia psichedelica in allegra e sublime consociazione con un il pomodoro e gli scalogni

 

 

 

 

ortoedintorni presenta: consociazioni invernali

O autunnali, visto che tra poco si entrerà nel freddo vero e l’orto si fermerà o quasi. Intanto nella foto mostriamo una consociazione multipla, tra verdura e fiori che insieme crescono e sembrano promettere bene. Da sinistra a destra: Radicchio tardivo; Lattuga tardiva; Cavolfiore; Calendula; Radicchio ( un altro tipo ); Scarola. 

A.V.

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Sublimeeperfetta consociazione presenta: La borragine e il Tropeolo


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Rispetto allo scorso anno, in questa stagione  diverse piante di Borragine hanno preso forza e vitalità inaspettate, lo stesso ha fatto il Tropeolo ( Nasturzio ) . Fino a che si trovavano isolate e distanti tra loro faticavano a realizzare a pieno le loro potenzialità, sempre fiorite ma a fatica e infinitamente tormentate dai parassiti. L’associazione tra queste due piante non è la regola, ma la sperimentazione è sempre benvenuta a Contrapò. Abbiamo constatato che vicine, quasi sovrapposte, non solo aumentano il volume di fioritura, ma  sono anche meno mangiate dai vari commensali dell’orto. Queste due piante stanno bene insieme, si vede ed è un dato di fatto che le inserisce di diritto  nel club ” sublimeeperfetta consociazione “.

A.V.


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qualche nota su perfetta e sublime consociazione (II)

raum19Dopo il post di un paio di settimane fa volevamo ritornare a parlare delle consociazioni e di come attuarle al meglio.

Un rischio comune nell’attuare questa pratica da novizi totali in agricoltura -quali noi siamo- è evitare di considerare la distanza di impianto quando si trapiantano o seminano le differenti piante. Nell’orto sinergico le distanze tra le piante non sono da applicare rigidamente, come in un orto normale;  si possono anche adottare distanze inferiori considerando la differente velocità di crescita degli ortaggi che si stanno coltivando, tuttavia il rischio è quello talvolta di posizionare le piante troppo vicine ostacolandone lo sviluppo. Alcune piante, ad esempio, apprezzano di crescere anche in mezz’ ombra (come il basilico di cui parlavo prima), ad altre dà fastidio stare all’ombra: in quest’ottica è bene tenere conto sempre della differente esigenza di luce delle piante e della loro possibilità di crescere l’una affianco all’altra senza ostacolarsi o soffocarsi. I cavoli, pur essendo avvantaggiati dalla presenza dei pomodori perché questi ultimi inibiscono l’attacco della cavolaia, soffriranno se posti troppo vicini ai pomodori perché necessitano di spazio sufficiente e di una buona insolazione per svilupparsi a dovere; al contrario il basilico, se posto troppo lontano dai pomodori non li aiuta ad inibire gli attacchi delle cimici. Perché quest’ultima consociazione funzioni a dovere è bene piantare il basilico sulla stessa fila dei pomodori e a breve distanza dagli stessi. Eventualmente se questi ultimi crescessero troppo si può pensare di levare qualche ramo. Un design ideale (e anche funzionale) prevede che si piantino, intorno ad ogni pomodoro tre o quattro piante di basilico.

Volevamo poi soffermarci ancora su un’altra famosa consociazione di cui abbiamo parlato nel post precedente: quella fra patate e fagioli. E’ meglio seminare fagioli nani perché se fossero rampicanti farebbero troppa ombra alle patate, impedendone una buona crescita e le operazioni di rincalzatura fatte sulle patate danneggerebbero le radici piuttosto superficiali dei fagioli . Inoltre a differenza di altre consociazioni che vengono fatte mischiando le piante insieme, quest’ultima deve essere realizzata in modo più “ordinato”:  è bene seminare i fagioli sui lati dello spazio scelto per queste colture, mentre le patate vengono seminate al centro. In questo modo si potranno raccogliere i fagioli facilmente senza danneggiare le piante di patata.

Ora parleremo di altre consociazioni utili e di alcune non indicate.

Fragole e aglio

L’aglio può essere una coltura difficile da gestire nell’orto sinergico, infatti non sono molte le piante che vanno d’accordo con il nostro odoroso amico. Ciononostante è consigliabile inserire in ogni bancale almeno qualche bulbo, sia per il piacere di raccogliere facilmente delle belle teste, ma soprattutto per il forte potere deterrente che l’aglio ha verso diversi insetti, dannosi per le colture. Molto utile è stata in particolare la consociazione con le fragole: quelle vicino all’aglio sono state infatti meno interessate al lavorio delle formiche, e (pare) delle limacce. Inoltre tempi e modi di sviluppo delle due colture non vanno in contrasto. Una volta raccolte le teste di aglio si potrà trapiantare al suo posto delle lattughe o dei radicchi che occuperanno il terreno, mentre le fragole finiscono la loro produzione.

Patate e spinaci

E’ possibile seminare gli spinaci un paio di settimane prima della messa dei tuberi. In questa maniera gli spinaci, più veloci delle patate, ombreggeranno il terreno, rendendo più difficile la germinazione dei semi delle piante spontanee.  Inoltre gli essudati radicali degli spinaci sono particolarmente apprezzati dai nostri beneamati tuberi. Gli spinaci potranno essere raccolti ad un paio di mesi dalla semina, quando le patate saranno già spuntate oppure semplicemente tagliati ad altezza del colletto e lasciati sul terreno, come pacciamatura. Anche qui le due piante non vanno in competizione perché una molto veloce non ruba energie all’altra molto lenta (le patate almeno durante le prime fasi della crescita). Una volta tagliati gli spinaci si potranno rincalzare le patate.

Per completezza spiegheremo dunque come unire a questa la consociazione cui facevamo riferimento prima (quella tra patate e fagioli). Ad inizio marzo (almeno in pianura padana) è consigliabile seminare, nello spazio prescelto per la coltivazione, spinaci a spaglio. Dopo un paio di settimane (verso il 15-20 marzo) mettere giù nel centro dell’aiuola i piccoli tuberi da cui nasceranno le patate. Queste impiegano dalle due alle quattro settimane ad uscire dal terreno. A inizio maggio si potranno poi raccogliere gli spinaci, rincalzare le patate una prima volta e seminare sui lati dell’aiuola i fagioli nani.

Mais, fagioli e zucca

Come non parlare di questa famosissima consociazione già attuata dagli Indiani d’America? Sembra infatti che già i Nativi avessero constatato i diversi vantaggi che comporta crescere queste tre piante insieme: il fagiolo fissa l’azoto atmosferico, così utile alle altre piante, tramite l’azione dei tubercoli radicali; la zucca, con la sua crescita esuberante, ombreggia il terreno, rendendo la germinazione dei semi delle piante spontanee più difficile. Tuttavia il vero re di questa consociazione è il mais: il mais non si vede spesso negli orti, almeno dalle nostre parti; tuttavia è una pianta che riveste un’importanza fondamentale per il benessere delle altre. Infatti esso svolge il ruolo di parafulmine nei confronti dei diversi parassiti che colpiscono le colture: in pratica questo vuol dire che una volta che alcuni parassiti arrivano nell’orto sono calamitati dalle piante di mais, non colpendo le altre colture . Questo effetto è particolarmente rilevante per quanto riguarda gli afidi e le cimici, i primi possono essere dannosi per varie coltivazioni, fra cui la zucca e i fagioli e le seconde sono particolarmente dannose per fagioli e pomodori: sarebbe sempre importante, come sottolinea Remo Angelini nel suo bellissimo blog (ortoecologo.jimdo.com), inserire qualche pianta di mais all’interno del proprio orto. Infine il mais può essere utilizzato come “tutore” per il fagiolo, che si arrampicherà sul mais, senza bisogno di ulteriori sostegni.

Cipolle e piselli

Per finire qualche parola su una consociazione negativa. Come abbiamo avuto modo di sperimentare queste due piante non crescono proprio bene insieme: i piselli che ci sono spuntati vicino alle cipolle hanno prodotto pochissimo e sono cresciuti in maniera stentata. Anche le cipolle sono rimaste piccole e non sembravano proprio crescergli bene vicino. Il problema qui non è la distanza di impianto o il fatto che una pianta ombreggi l’altra, quanto piuttosto le sostanze che emettono dalle radici. Gli essudati radicali, che le due colture rilasciano nel terreno, infatti influiscono negativamente sulla loro crescita. Quindi bisogna porre attenzione a collocarle in spazi diversi.

Quest’ultimo esempio vuole fare capire come le consociazioni non siano un gioco, ma vadano studiate con attenzione, e i rapporti di amicizia e antipatia tra piante possano effettivamente portarci a un buon raccolto o a un raccolto scarso o nullo. Chiaramente non abbiamo finito di parlarvi delle consociazioni quindi presto torneremo ancora sul tema.

G. V.

qualche nota su perfetta e sublime consociazione (1)

Evviva le consociazioni! Hanno un potenziale molto importante nel nostro orto, dove le verdure risultano mischiate insieme, creando un’immagine di disordine e caos generale. Le consociazioni possono essere positive o negative, o per dirla in modo diverso le piante possono essere amiche e crescere bene l’una affianco all’altra o nemiche e disturbarsi nella crescita. Perché le piante stiano bene è necessario evitare di consociare piante della stessa famiglia (come pomodori e patate o pomodori e melanzane, tutte appartenenti alla famiglia delle solanacee); piante della stessa famiglia infatti invece che “distrarre” i parassiti li attirerebbero.

Un successo (o insuccesso) di questa pratica dipende inoltre in larga parte dagli essuduati radicali, sostanze di scarto della fotosintesi che vengono rilasciate nel terreno dalle piante, con effetti positivi o ostativi sulla crescita della pianta vicina. Altri elementi di cui bisogna tenere conto nel praticare le consociazioni sono i tempi e le dimensioni di crescita delle piante: meglio affiancare piante a ciclo più breve ad altre a ciclo più lungo (come nel caso dello spinacio con il cavolo), e consociare piante grandi con piante che riescano a crescere un po’ all’ombra.   

Qui parlerò di alcune consociazioni (alcune famose altre meno) e della loro importanza, particolarmente nel disturbare i parassiti.

Pomodoro e Basilico

Entrambe le piante ne sembrano essere avvantaggiate, in particolare il basilico gode dell’ombreggiatura che gli offre il grande pomodoro durante i giorni in cui la calura si fa più elevata. Il basilico dal canto suo disturba le cimici che, almeno in Pianura Padana, sono uno dei parassiti più aggressivi dei pomodori. Questa consociazione inoltre migliora il sapore dei pomodori.

 Pomodoro e Cavolo

Questa consociazione è utile nel disturbare la cavolaia, che depone le sue uova gialle sui cavoli, da cui nascono i rinomati bruchetti. L’efficacia di questa consociazione tuttavia si riduce al tempo in cui sulla stessa aiuola sono presenti pomodori e cavoli contemporaneamente: nel nostro caso il suo effetto si è sentito fino ad un paio di settimane fa quando ancora i pomodori erano presenti. Un altro difetto di questa consociazione sta nel fatto che i grandi pomodori potrebbero ombreggiare eccessivamente i piccoli cavoli, provocando in questi ultimi una crescita rallentata e quindi un cavolo di dimensione minore o ostacolare la formazione del corimbo per i cavolfiori.

Cipolla E Carota

la cipolla protegge la carota dalla mosca della carota e quest’ultima svolge un effetto repellente verso la mosca della cipolla.

Patate e Fagioli

I fagioli tengono lontana dalla patata la voracissima dorifora. Dal canto suo la patata tiene lontano il tonchio dai fagioli. Questa consociazione inoltre aiuta le patate poiché i fagioli rilasciano azoto atmosferico nel terreno fissandolo attraverso i tubercoli radicali.

Presto parleremo ancora di altre consociazioni e di alcune accortezze su come attuarle al meglio.

G.V.