Autunno benedetto…

APPUNTI DI VIAGGIO

…Sono purtroppo le zucche d’altri a sembrar sempre le più belle e ad essere sempre più grandi…delle nostre. Il primo e ufficiale risotto è stato fatto, per la precisione oltre la zucca la ricetta ha compreso l’immancabile bieta, il soffritto con una delle ultime cipolle rosse dall’orto. La conservazione del raccolto di cipolle e agli rimane l’obiettivo da migliorare nel futuro, sicuramente l’appenderle in trecce con la minor superficie di contatto è meglio che in cassetta di legno…

Questo l’articolo da Tellincamuno

Campa zucca che l’erba cresce è per dire che questi ortaggi autunnali non richiedono grandi sforzi e cure, se non molto spazio, una volta seminate crescono tra l’erba alta senza richieste di sarchiature, irrigazioni o altro. E’ periodo, parte il zuccometro, osservazione, raccolta e degustazione, ci sono quelle seminate da me ma soprattutto come ogni […]

via campa zucca che l’erba cresce — Tellincamuno

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Zea mais

Il mais, una coltura impegnativa, frustrante e che a volte fa arrabiare, spesso mi salgono i dubbi, perchè continuare a coltivarlo? necessità di un terreno ricco, sole, temperature adatte, acqua, è attaccato dalla piralide, ed anche se qui non è ancora arrivata la diabrotica, ma chissà che un giorno non possa infilarsi per la valle […]

via zea mays — Tellincamuno

Il cardo di Scozia

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A Contrapò, dove un orto su tutti raccoglie le varietà più particolari e bizzarre che si possano trovare per queste latitudini. A proposito di speciali varietà, chi non ricorda i famigerati girasoli giganti messicani VEDI POST SU OD : https://wordpress.com/post/ortoedintorni.wordpress.com/716

Quindi per il prossimo anno cardi da mangiare ma per questo solo splendidi fiori da ammirare.

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Discorsi sulla pacciamatura

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La pacciamatura fa la differenza! Dopo anni ortoedintorni ha raggiunto la piena  consapevolezza di questo fondamentale dell’orticoltura consociativa. Questo tipo di coltivazione degli ortaggi è caratterizzata oltre che dall’avvicendamento colturale –l’alternanza di piante appartenenti a famiglie botaniche differenti; tra piante di differente sviluppo vegetativo; tra piante con esigenze nutritive differenziate- anche le associazioni vegetali in una coltivazione mista nella quale diversi tipi di ortaggi vengono coltivati nella stessa aiuola, permettendo la massima valorizzazione delle complesse interazioni esistenti tra le piante. Grazie a particolari caratteristiche delle radici, delle resine e degli oli essenziali prodotti, alcune piante sono in grado di stimolare o reprimere lo sviluppo delle specie vegetali che crescono nella loro immediata vicinanza, di attrarre insetti utili o scacciare determinati parassiti.

Scopo della pacciamatura è ridurre al minimo la dispersione di umidità dal terreno, che nei mesi estivi raggiunge valori altissimi, mediante la creazione di una coltre protettiva costituita da uno strato di materiale di origine organica o sintetica che crea un ambiente più favorevole alla crescita e allo sviluppo delle piante.

  • Protezione del terreno: la pacciamatura è un organismo vivente dalla cui attività le piante traggono gli elementi necessari alla loro crescita fornendo la sede per continui processi biologici protetti dalle avversità metereologiche.
  • Difesa dalle infestanti: la presenza dello strato di p. sulla superficie del terreno ostacola la crescita delle erbacce.
  • Arricchimento del terreno: il fieno, l’erba fresca, i residui colturali, il composto fresco, utilizzati come p. , arricchiscono il terreno di sostanza organica e la loro
  • degradazione rappresenta un’insostituibile fonte di nutrimento per le piante

I contenuti qui riportati sono in parte tratti dal ” Grande libro Orto Frutteto e Giardino” edito da Fetrinelli 2004

A.V.

I bancali hanno gli occhi

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Dal repertorio invernale…

Eccoli sparati sull’obiettivo con uno sguardo a chiare lettere d’indagine curiosa sul tuo da farsi. È un’amantide religiosa che attratta dal calore si prende cinque minuti sul tessuto non tessuto rovesciato. Preziosi istanti della liberazione dal primo freddo di novembre con quelle giornate di sole concesse prima del colmo della stagione. Utile e indice di salute generale del giardino, questo insetto ha sempre ricevuto la dovuta ospitalità e goduto della politica di ortoedintorni di apertura e incentivo all’insediamento.

Cacciatrice e fin troppo perchè si fa fuori anche una certa quantità di preziosi coleotteri ma sulle larve agisce con licenza totale.

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A.V.

passa passa il tempo…

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Panoramica del sinergico ad inizio inverno

 

 

..e il blog diviene quasi un blog abbandonato. Non temete lettori è stata una pausa momentanea ma non siamo rimasti con le mani in mano. I lavori orticoli sono proseguiti secondo i ritmi naturali della natura. D’inverno ci si riposa, per lo più, godendo di frutti prodotti in altre stagioni e si scommette un po’ su cosa sopravviverà o meno. Ecco vediamo come è andata

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Le fave non ce l’hanno fatta, per la maggior parte. Hanno resistito quelle coperte con tessuto non tessuto. Le altre sono morte tutte e siamo ricorsi ad una semina fra fine febbraio e inizio marzo. Al momento il sinergico è un po’ carente di leguminose, accidenti.

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Il cavolo di creazzo e la cicoria, invece si sono dimostrate fra le varietà più affidabili continuando a produrre nonostante il freddo, regalandoci ottimo materiale per risotti e vellutate.

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Nonostante i bruchi piuttosto aggressivi ad inizio stagione!

Porri molto belli, e radicchi un po’ magretti ripetto ad altre stagioni…

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Infine il cavolo riccio ci è piaciuto molto, (lo vedete nella foto qui sotto, scattata ad inizio inverno in mezzo ad altri cavoli) nelle insalate con le noci. La pianta per altro ha già più di un anno, siamo riusciti a conservarla tagliandole tutti i fiori e potandola drasticamente…

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Vedremo ora la stagione primaverile estiva.

A presto,

GV (foto RL)