…ma allora i sepp holzer???

Finalmente parliamo dei Sepp Holzer…dunque riassumendo: abbiamo preparato lo scorso autunno/inverno con questa tecnica 5 bancali per poi utilizzarli in primavera. Abbiamo seminato/trapiantato su questi un po’ di tutto. Alcuni di questi bancali sono stati preparati soltanto con tronchi e terriccio, altri anche con foglie, tutti sono stati arricchiti da dello stallatico pellettato al momento della creazione. Le foglie sembrano avere un ruolo centrale nel determinare la resa nella prima annata di coltivazione.
Il suggerimento che do a chi volesse cimentarsi in questa tecnica è quello di non mettere foglie se non alla base dei bancali (sotto i tronchi per capirci). Infatti la maggior parte delle foglie richiedono un paio d’anni per trasformarsi in compost e nel processo sottraggono molto azoto al terreno, incidendo sulla vigoria delle piante coltivate. In ogni caso alcune cose vengono bene anche in questa maniera:
fiori, bietole, insalate e pomodori non sembrano risentire più di tanto della carenza, mentre ne hanno sofferto in maniera più evidente l’anguria, le melanzane e, in parte, anche i cavoli.
I bancali senza foglie ci hanno offerto una maggiore affidabilità e sono venute molto bene anche piante divoratrici di nutrimento come la zucchina, le melanzane e (ora) i cavoli.

Con questa tecnica, in generale, almeno nella prima annata soffrono le piante da radice, in particolare le liliacee e le barbabietole. Detto questo i pomodori sono andati bene dappertutto, così come insalate, radicchi e di biete ne abbiamo mangiate talmente tante da stancarci!! In generale, considerando che è stata la prima annata e alcuni legni inseriti erano quasi fresco, sappiamo che ci potremmo aspettare molto di più da questi bancali che sono destinati ad offrirci più sorprese.

Una nota: chi, come noi, volesse provare i sepp holzer nel tentativo di limitare le erbe spontanee, sappia che non è facile, anche con i cartoni sotto. a meno di non piantare sopra una coltura di copertura (tipo trifoglio). Le erbe spontanee riemergono sempre e tanto vale provare a conviverci.

gv

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