Calabroni vespe e api

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Il Girasole Gigante messicano proprio non ne vuol sapere di smetterla di produrre fiori! cortesemente ringraziano Api, Bombi, Vespe e colleghi e affini…e ovviamente noi.

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Ma soprattutto loro, i Calabroni Orientali..

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Brutti ceffi proprio! La foto non l’abbiamo scattata noi se no saremo stati probabilmente presi a randellate dagli stessi insetti. La storia è questa: prima dell’estate Ortoedintorni aveva pianificato e messo in atto una serie di azioni volte a creare situazioni favorevoli allo sviluppo di un ambiente che fosse il più accogliente possibile per insetti, rospi, ricci, volatili in generale ( notturni come i pipistrelli e diurni come la Cincia Allegra ). Non siamo riusciti a realizzare tutti i nostri progetti , mentre alcuni hanno sortito effetti diversi e contrari. Lo stagno, la cui funzione principale era quella di attrarre rospi e vita in generale, ha subito una battuta d’arresto prematura e sarà pronto probabilmente per la prossima stagione. Il residence per insetti è sicuramente quello che ha funzionato di più: libellule, ragni, coccinelle e purtroppo anche qualche indesiderata cimice sono o sono stati ospiti di Ortoedintorni. La casa dei pipistrelli attualmente è sfitta, ma nell’estate ha ospitato un coppia di vivaci pipistrelli che ora sembrano essere spariti ma si spera ritorneranno l’anno prossimo. La casetta per la Cincia è stato il vero fallimento dell’iniziativa di popolamento di Ortoedintorni. Prima dell’estate avevamo notato un insolito via vai di grossi insetti simili a bombi ma colorati come vespe comuni che proveniva dalla casetta. Sottovalutando la loro presenza non siamo stati attenti al ritmo con il quale il loro numero e la loro attività aumentava mese dopo mese. La situazione ad Agosto è diventata insostenibile a causa del brutto carattere di questi insetti. La costruzione di una compostiera a terra, nella quale l’anno prossimo pianteremo una zucca, è stata complicata ed è diventato rischioso anche il mantenerla sotto la costante minaccia dei Calabroni. La coesistenza è comunque proseguita senza particolari spargimenti di sangue, fino al momento in cui ci siamo dovuti chiedere legittimamente il Che fare? Come recuperare il nido per la Cincia che verrà? Godersi il più grande ed elegante alveare mai visto in zona? Bruciare tutto, casetta e calabroni?!

Dopo interminabili discussioni abbiamo deciso di documentarci e abbiamo scoperto che le bestie appartenevano ad una specie di Calabrone gigante che proviene addirittura dalla Cina. Soprattutto, fatto grave, questi pachidermici ronzanti sarebbero dei cacciatori formidabili delle Api come di alcuni altri utilissimi insetti. Ecco che la decisione è presa. Liquidarli al più presto, no al fuoco purificatore, sì allo spray professionale. Pronti ad uccidere, pronti a spazzarli dalla faccia della terra nel nome di un certo utilitarismo orticolo e invece no. Al momento di scatenare l’inferno all’interno del nido non un’ala svolazzava, non un lamento, nessuna sentinella, nessuna ritorsione, nulla. I calabroni hanno mangiato la foglia e se la sono dati a gambe prima dell’esecuzione. E io ho speso 10 euro per niente.

La morale è troppo scontata…

A.V.

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