Successi e insuccessi

Abbiamo quasi terminato con le raccolte invernali…rimangono alcuni sparuti radicchi. E’ tempo di un bilancio della scorsa annata agraria (non eccelsa), per sottolineare cosa sia venuto bene e cosa no:

cipolle e scalogni: cominciamo da un insuccesso 2013. Nel nostro orto sono venute male, hanno subito un attacco di mosca del porro e, successivamente, limacce e lumache hanno fatto festa con gli indeboliti bulbi. Nel 2012 erano state un successone, lo scorso anno un assoluto insuccesso;

agli: grande risultato, poco sforzo, l’importante è piantarli in autunno. Un antico detto dice: “Chi vuole un bell’agliaio lo pianta in gennaio, ma chi se ne intende lo mette in novembre.” Infatti nel 2012 avevamo piantato i bulbi in marzo e gli agli sono rimasti piccoli. Per l’anno successivo li abbiamo piantati quasi tutti entro dicembre; risultato: bei bulbi la maggior parte dei quali molto grossi;

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pomodori: non male la produzione nonostante la grandine, che mi ha costretto a fare in giugno 6 barattoli di pomodori verdi sott’olio. Un parassita che è stato molto aggressivo sui pomodori è stata la cimice. Abbiamo anche avuto qualche verme, non so di che famiglia, che si cibava dei frutti;

melanzane: produzione scarsa sia nel 2012 che nel 2013, anche se la qualità è stata buona. Forse è una verdura poco adatta a tecniche di coltivazione sinergica;

patate: queste coltivate all’esterno dell’orto sinergico hanno avuto una produzione più abbondante del 2012. Abbiamo anche cambiato varietà. Nell’ultima annata abbiamo coltivato le “red duke of york”, quindi una patata a buccia rossa e pasta gialla. In precedenza avevamo messo patate gialle. Non abbiamo subito attacchi di dorifora né altri parassiti particolari;

radicchi rossi: rispetto all’annata precedente, i radicchi rossi sono venuti male, pochi e poco sviluppati. Forse si salva il tardivo trevigiano;

radicchi variegati: inaspettatamente, visto lo scarso risultato ottenuto con i rossi, i variegati hanno prodotto bene. Abbiamo attuato una tecnica tipica dell’orto sinergico, che consiste nel tagliare i radicchi e le insalate sopra il colletto in modo che forniscano più raccolti. Siamo arrivati a tagliare alcuni cespi anche quattro volte;

scarole: abbiamo messo la scarola liscia, non quella riccia e i risultati sono stati molto apprezzabili. Sembra che questa pianta sia poco colpita dai parassiti, anche se le lumache si rifugiano molto volentieri fra le sue foglie durante il giorno;

porri: visto l’attacco subito dalla mosca l’anno scorso quest’anno abbiamo deciso di non coltivarli;

biete da taglio (o erbette): questa pianta non l’abbiamo piantata nel 2013, ma ne è sopravvissuta una pianta dal 2012, che ha continuato a produrre ottimamente (devo dire che questa, coltivata secondo i dettami dell’agricoltura sinergica, viene proprio bene);

zucchine: buon raccolto, ma non esplosivo come quello del 2012;

fagioli: ecco una pianta che è andata molto meglio nel 2013 rispetto all’annata precedente; abbiamo provato diverse varietà (i borlotti nani e rampicanti, gli stregoneta rampicanti, simili ai borlotti e gli scarlett emperor, una cultivar di runner bean acquistata in Inghilterra, che non ha prodotto granché, ma ha fatto bellissimi fiori rossi). Probabilmente nel 2012 avevano influito negativamente il caldo e la siccità;

cavoli e cavolfiori: anche per questi il tempo e i parassiti non hanno aiutato. L’anno appena trascorso avrò trapiantato una trentina di piante di cavolo almeno ma, prima le cimici, poi le lumache, hanno colpito le giovani piante. Una vera strage, tanto è vero che siamo riusciti a raccogliere solo una dozzina di piante, alcune delle quali hanno prodotto cavoli minuscoli. Nel 2012 invece avevamo fatto anche cavolfiori da chilo. L’anno prossimo proverò a trapiantarli prima;

L’annata come ho annunciato all’inizio del post non è stata brillante: un sacco di pioggia, grandine violenta. Il 2012 all’opposto era stato caratterizzato dalla siccità e dal caldo. Proprio per questo nel 2012 avevamo abbondato con i macerati, mentre nel 2013, quando il terreno era spesso bagnato, non siamo riusciti a distribuirli con la stessa costanza. Inoltre, nel 2012, quando abbiamo effettuato le prime semine e trapianti il terreno era ancora abbastanza accogliente, ora si è compattato molto. Nell’annata agraria appena cominciata metteremo più verdure da radice, che lavoreranno il terreno un po’ al posto nostro.

A presto nuove foto dall’orto.

G. V.

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