Si avvicinano i giorni della merla

Dopo una finta primavera e una finta estate, guardo le previsioni di questi giorni che mettono neve in pianura padana ma non a Contrapò (vorrà dire che sarà, come è stato sinora, anche un finto inverno…per la gioia della limaccia, che in letargo non va…). In ogni caso abbiamo voluto fornire ai nostri amici volatili una cosa molto utile per loro quando fa molto freddo: le palle di cibo.

Queste misteriose altro non sarebbero che palle di grasso (che potrebbe essere burro o strutto o margarina) e semi o altre cose appetitose per gli uccelli. Questo è il periodo giusto per posizionarle perché è previsto freddo e col freddo e, in particolare, con la neve, gli uccelli non riescono a trovare fonti di nutrimento in natura. Un vantaggio di utilizzare le palle è che si possono attirare in questa maniera uccelli che poi diverranno abitudinari nell’orto o addirittura stanziali se gli offriamo un nido e ci daranno una mano a cacciare gli insetti. In realtà anche altro cibo andrebbe bene; c’è chi mette solo fuori un piatto di semi di girasole o delle arachidi (non sbucciate). Vi incito a posizionare fuori per chi abitasse in zone dove è prevista neve qualche cibaria: mi raccomando fate trovare ai nostri amici uccelli cibo non salato, non lo gradiscono. Anche se mettete qualcosa su un balcone gli uccelli gradiranno…Quindi perché non dare una mano a questi simpatici e indifesi animali?

Ecco il link ad un sito tedesco che spiega, in italiano, come fare le palle per uccelli o altri tipi di cibarie:

http://www.komitee.de/it/uccelli-giardino/mangiatoie-uccelli/che-cibo-gli-uccelli

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ma che bei cavoli signor contadino!

Ricordate la verza d’ottobre?

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Cavolo Cappuccio Cuore di bue

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Cavolfiore Verde di Macerata

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Una suggestiva panoramica dell’orto…in primo piano un Cavolo Cappuccio Cuore di bue ( che nel frattempo però ci siamo già mangiati! )

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Cavolino!

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Sepp Holzer, un eroe della permacultura

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In questo post volevo parlarvi di un altro nostro ispiratore,  un contadino praticamente “anarchico” austriaco. Nella sua fattoria ad un’altitudine superiore ai 1000 metri riesce a coltivare, attraverso un sistema di terrazzamenti e di laghetti, varietà assolutamente inadatte al clima (pare che abbia perfino dei limoni) in un sistema di agricoltura “selvaggia”… fu anche incarcerato perché non obbediva alle leggi austriache sull’agricoltura, ad esempio evitando di potare gli alberi da frutto. Quando ci si trova con un terreno vergine da impiantare ad orto Sepp consiglia di lasciare un paio di maiali nel posto per una settimana, così non deve né diserbare, perché si cibano di radici, né concimare!!! Ecco un paio di link che spiegano, in inglese, di Sepp e del suo lavoro: http://www.holzeragroecology.com, http://www.richsoil.com/sepp-holzer/sepp-holzer-permaculture.jsp

ed ecco un video su youtube, in inglese, su Sepp e la sua fattoria: http://www.youtube.com/watch?v=AZAmOH9UHPk

Per qualche ragione che non riesco a comprendere il lavoro di Sepp è poco conosciuto in Italia, mentre è molto popolare nei paesi anglosassoni e in Australia dove molti provano a sperimentare i suoi letti.

Noi ci siamo ispirati al lavoro di Sepp per la costruzione di alcuni bancali nel nostro orto: egli ha infatti inventato un metodo, chiamato “hugekultur”, che si basa sulla coltivazione su letti (o  bancali) rialzati costruiti di:

-legna marcescente, alla base del bancale,

-foglie o sfalcio di prato, per aiutare la legna a decomporsi (non obbligatorie);

-terra.

E’ molto semplice costruirli ma bisogna avere una buona quantità di materiale per farli.

Uno dei motivi per cui abbiamo costruito questi nuovi bancali, invece di ampliare l’orto sinergico, è quello di contenere le erbe spontanee, specialmente il convolvolo. Per questo motivo alla base dei bancali, prima di appoggiare la legna abbiamo impilato un paio di cartoni, di quelli per contenere il cibo (abbiamo fatto attenzione però ad utilizzare solo quelli provenienti dall’Italia che non contengono antiparassitari). In seguito abbiamo aggiunto un po’ di pollina,  foglie e coperto tutto con un buon quantitativo di terriccio. Sepp suggerisce di farli piuttosto alti – anche un paio di metri – perché calano notevolmente durante i primi due anni, noi ci siamo limitati ad una cinquantina di centimetri, al massimo aggiungeremo un altro strato il prossimo autunno…

BancaliSepp… effetto notte…

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Uno dei vantaggi di questo sistema di coltivazione risiede nella capacità del legno marcendo di trattenere e cedere acqua in modo tale da rendere l’irrigazione quasi non necessaria.

questi bancali li abbiamo realizzati di recente, tra settembre e novembre, quindi non abbiamo molte piante ancora sopra, giusto un pò d’aglio ( foto qui sotto )…vedremo la prossima primavera come produrranno.

 

 

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G.V.