qualche nota su perfetta e sublime consociazione (II)

raum19Dopo il post di un paio di settimane fa volevamo ritornare a parlare delle consociazioni e di come attuarle al meglio.

Un rischio comune nell’attuare questa pratica da novizi totali in agricoltura -quali noi siamo- è evitare di considerare la distanza di impianto quando si trapiantano o seminano le differenti piante. Nell’orto sinergico le distanze tra le piante non sono da applicare rigidamente, come in un orto normale;  si possono anche adottare distanze inferiori considerando la differente velocità di crescita degli ortaggi che si stanno coltivando, tuttavia il rischio è quello talvolta di posizionare le piante troppo vicine ostacolandone lo sviluppo. Alcune piante, ad esempio, apprezzano di crescere anche in mezz’ ombra (come il basilico di cui parlavo prima), ad altre dà fastidio stare all’ombra: in quest’ottica è bene tenere conto sempre della differente esigenza di luce delle piante e della loro possibilità di crescere l’una affianco all’altra senza ostacolarsi o soffocarsi. I cavoli, pur essendo avvantaggiati dalla presenza dei pomodori perché questi ultimi inibiscono l’attacco della cavolaia, soffriranno se posti troppo vicini ai pomodori perché necessitano di spazio sufficiente e di una buona insolazione per svilupparsi a dovere; al contrario il basilico, se posto troppo lontano dai pomodori non li aiuta ad inibire gli attacchi delle cimici. Perché quest’ultima consociazione funzioni a dovere è bene piantare il basilico sulla stessa fila dei pomodori e a breve distanza dagli stessi. Eventualmente se questi ultimi crescessero troppo si può pensare di levare qualche ramo. Un design ideale (e anche funzionale) prevede che si piantino, intorno ad ogni pomodoro tre o quattro piante di basilico.

Volevamo poi soffermarci ancora su un’altra famosa consociazione di cui abbiamo parlato nel post precedente: quella fra patate e fagioli. E’ meglio seminare fagioli nani perché se fossero rampicanti farebbero troppa ombra alle patate, impedendone una buona crescita e le operazioni di rincalzatura fatte sulle patate danneggerebbero le radici piuttosto superficiali dei fagioli . Inoltre a differenza di altre consociazioni che vengono fatte mischiando le piante insieme, quest’ultima deve essere realizzata in modo più “ordinato”:  è bene seminare i fagioli sui lati dello spazio scelto per queste colture, mentre le patate vengono seminate al centro. In questo modo si potranno raccogliere i fagioli facilmente senza danneggiare le piante di patata.

Ora parleremo di altre consociazioni utili e di alcune non indicate.

Fragole e aglio

L’aglio può essere una coltura difficile da gestire nell’orto sinergico, infatti non sono molte le piante che vanno d’accordo con il nostro odoroso amico. Ciononostante è consigliabile inserire in ogni bancale almeno qualche bulbo, sia per il piacere di raccogliere facilmente delle belle teste, ma soprattutto per il forte potere deterrente che l’aglio ha verso diversi insetti, dannosi per le colture. Molto utile è stata in particolare la consociazione con le fragole: quelle vicino all’aglio sono state infatti meno interessate al lavorio delle formiche, e (pare) delle limacce. Inoltre tempi e modi di sviluppo delle due colture non vanno in contrasto. Una volta raccolte le teste di aglio si potrà trapiantare al suo posto delle lattughe o dei radicchi che occuperanno il terreno, mentre le fragole finiscono la loro produzione.

Patate e spinaci

E’ possibile seminare gli spinaci un paio di settimane prima della messa dei tuberi. In questa maniera gli spinaci, più veloci delle patate, ombreggeranno il terreno, rendendo più difficile la germinazione dei semi delle piante spontanee.  Inoltre gli essudati radicali degli spinaci sono particolarmente apprezzati dai nostri beneamati tuberi. Gli spinaci potranno essere raccolti ad un paio di mesi dalla semina, quando le patate saranno già spuntate oppure semplicemente tagliati ad altezza del colletto e lasciati sul terreno, come pacciamatura. Anche qui le due piante non vanno in competizione perché una molto veloce non ruba energie all’altra molto lenta (le patate almeno durante le prime fasi della crescita). Una volta tagliati gli spinaci si potranno rincalzare le patate.

Per completezza spiegheremo dunque come unire a questa la consociazione cui facevamo riferimento prima (quella tra patate e fagioli). Ad inizio marzo (almeno in pianura padana) è consigliabile seminare, nello spazio prescelto per la coltivazione, spinaci a spaglio. Dopo un paio di settimane (verso il 15-20 marzo) mettere giù nel centro dell’aiuola i piccoli tuberi da cui nasceranno le patate. Queste impiegano dalle due alle quattro settimane ad uscire dal terreno. A inizio maggio si potranno poi raccogliere gli spinaci, rincalzare le patate una prima volta e seminare sui lati dell’aiuola i fagioli nani.

Mais, fagioli e zucca

Come non parlare di questa famosissima consociazione già attuata dagli Indiani d’America? Sembra infatti che già i Nativi avessero constatato i diversi vantaggi che comporta crescere queste tre piante insieme: il fagiolo fissa l’azoto atmosferico, così utile alle altre piante, tramite l’azione dei tubercoli radicali; la zucca, con la sua crescita esuberante, ombreggia il terreno, rendendo la germinazione dei semi delle piante spontanee più difficile. Tuttavia il vero re di questa consociazione è il mais: il mais non si vede spesso negli orti, almeno dalle nostre parti; tuttavia è una pianta che riveste un’importanza fondamentale per il benessere delle altre. Infatti esso svolge il ruolo di parafulmine nei confronti dei diversi parassiti che colpiscono le colture: in pratica questo vuol dire che una volta che alcuni parassiti arrivano nell’orto sono calamitati dalle piante di mais, non colpendo le altre colture . Questo effetto è particolarmente rilevante per quanto riguarda gli afidi e le cimici, i primi possono essere dannosi per varie coltivazioni, fra cui la zucca e i fagioli e le seconde sono particolarmente dannose per fagioli e pomodori: sarebbe sempre importante, come sottolinea Remo Angelini nel suo bellissimo blog (ortoecologo.jimdo.com), inserire qualche pianta di mais all’interno del proprio orto. Infine il mais può essere utilizzato come “tutore” per il fagiolo, che si arrampicherà sul mais, senza bisogno di ulteriori sostegni.

Cipolle e piselli

Per finire qualche parola su una consociazione negativa. Come abbiamo avuto modo di sperimentare queste due piante non crescono proprio bene insieme: i piselli che ci sono spuntati vicino alle cipolle hanno prodotto pochissimo e sono cresciuti in maniera stentata. Anche le cipolle sono rimaste piccole e non sembravano proprio crescergli bene vicino. Il problema qui non è la distanza di impianto o il fatto che una pianta ombreggi l’altra, quanto piuttosto le sostanze che emettono dalle radici. Gli essudati radicali, che le due colture rilasciano nel terreno, infatti influiscono negativamente sulla loro crescita. Quindi bisogna porre attenzione a collocarle in spazi diversi.

Quest’ultimo esempio vuole fare capire come le consociazioni non siano un gioco, ma vadano studiate con attenzione, e i rapporti di amicizia e antipatia tra piante possano effettivamente portarci a un buon raccolto o a un raccolto scarso o nullo. Chiaramente non abbiamo finito di parlarvi delle consociazioni quindi presto torneremo ancora sul tema.

G. V.

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